lunedì 24 novembre 1997

fall of a dream

Prende male. Cazzo se prende male. Quattro giorni e non accenno a riprendemi. Non scherzo se dico che niente ha più senso. Voglio dire: niente mi interessa o mi entusiasma, ecc. Ore 20.30: attendo e spero che telefoni. Aspetta e spera! Se non lo fà, chiamo io alle 21.15. Sì, dò un calcio in culo al mio orgoglio e le telefono. Troppe volte nella mia vita il troppo orgoglio mi ha fatto perdere dei treni importanti; voglio dire: più il tempo passa e più tutto viene dimenticato, anzi, più il tempo passa e più lei dimentica, quindi è meglio battere il ferro finchè è caldo. Aggrapparsi agli specchi, perchè? Perchè Cristina è stata per me una tempesta che ha travolto ogni cosa; un'iniezione di adrenalina in pieno cuore...... Io non potrò mai mai mai dimenticarla. E credo che nessuna più riuscirà mai a sconvolgermi così e niente e nessuno riuscirà a colmare il vuoto smisurato nel mio cuore e niente per tutta la vita potrà mai togliere quel po' di tristezza e nostalgia che saranno per sempre presenti in me in ogni cosa che farò o che dirò. Il suo viso il suo corpo la sua voce le sue mani i suoi capelli: un sogno eterno che non mi renderà mai felice totalmente; un rimpianto infinito che segnerà inequivocabilmente la mia vita: Cristina Cristina Cristina Cristina Cristina Cristina Cristina...................

venerdì 9 maggio 1997

IL COMU_

Il comunismo e l’uomo non possono convivere. La storia ce lo dimostra.
Il comunismo non è mai morto, perché nei fatti non è mai nato.
La storia ce lo dimostra, la storia ce lo dimostra.
L’ideale di destra è malsano, l’uomo è malsano: l’uomo vuole nei fatti applicare l’ideale di destra, perché l’uomo diversamente dall’animale è intelligente.
Madre Natura, il Caso, Dio. Chiunque sia di loro ad averlo fatto, non importa, ha errato. Di brutto. Se ha voluto, o casualmente è avvenuto, che l’uomo avesse questo grado di intelligenza. L’uomo.
Il passo è breve. L’uomo preistorico si evolve e giunge in modo naturale al comunismo…ma questo essere continua nella sua evoluzione, fa un altro passo…è la scienza. L’evoluzione si blocca. Ma l’ultimo passo, l’ultima piccola espansione del suo infinitesimo cervello, non è solo un gradino di elevazione dal buio dello pseudo istinto animalesco, è anche un tuffo nel profondo baratro dell’autodistruzione: ora l’uomo non è più soltanto intelligente, ma sa di esserlo. L’uomo scopre la sopraffazione, l’inganno: l’uomo uccide a priori il comunismo, o meglio, non lo fa nascere. L’uomo è capitalista per natura.
L’uomo è capitalista per natura.
L’uomo è capitalista per natura.
Gli scimpanzé sono comunisti, l’uomo era uno scimpanzé. L’uomo è capitalista. Per natura.
La scienza e lo “scopo di lucro”, due facce di una stessa medaglia: l’intelligenza umana.
Nessun uomo vuole il comunismo. Nessuno. E l’uomo che soccombe al capitalismo, disgraziato, sbattuto a terra dai suoi simili, si appella al comunismo perché vuole equità; ma anch’egli è un uomo e solo le circostanze lo portano a cercare una cosa che non gli appartiene.
Il comunismo è un’utopia. L’uomo lo vede, vede che è buono, ma il suo cervello è troppo limitato per far convivere comunismo e scienza. Serviva un’ulteriore evoluzione del suo cervello, ma non c’è stata, e l’uomo è malvagio.
Il comunismo è come la pace: una pura utopia.
La pace è un’utopia.
Il contrario di pace non è solo guerra, ma anche invidia, avidità, egoismo.
L’uomo è invidioso, avido, egoista. E capitalista.
Gli uomini non vivranno mai in pace e comunione, perché sono uomini.
Non esistono uomini comunisti, esistono uomini illusi, come me.

giovedì 20 marzo 1997

One night's tale

Non distava molto la meta ma ormai erano talmente ubriachi che non importava quasi più: lo scopo della serata lo avevano raggiunto e adesso il problema più importante era fermarsi per far vomitare Gianni. La già vecchissima benchè nuova Panda di Lucio emise il familiare Concerto Grosso per freni a disco e tamburo e si fermò giusto in tempo per far riversare sulla tappezzeria soltanto metà delle schifezze semi-digerite del Mela. Marco, rincoglionito dai suoi spinelli, uscì per arrotolarsi un’altra delle sue sigarette modificate. L’ennesima.
IL TALPA: -Cazzo Gianni, ma se li abbiamo mangiati in bianco gli spaghetti, perché li stai vomitando col sugo?
MARCO -Sarà sangue… minchia Mela stai morendo! Hai qualche male incurabile!
LUCIO: -Dai ragazzi lasciatelo stare. Marco, vedi di fumartela tutta quella merda perché in macchina non ce la riporti, lo sai che a S.Angelo c’è sempre un posto di blocco
MARCO: -Che rompiballe Lucio… comunque tranquillo, questa è l’ultima canna
IL TALPA -Lucio luciolino, dammi il pisellino… hahahahahahiiiiiiiiiiiiiii, mela melone vomitoneeeeeeeeeee!
Il Talpa era andato.
Marco stava fumando.
Gianni stava vomitando anche l’anima.
Damiano dentro la macchina era pallidissimo (quasi trasparente) e tremava e ormai da tempo non comunicava più con gli altri. Non è che avesse bevuto molto più degli altri, anzi, probabilmente meno: ma non reggeva assolutamente il vino e adesso era sull’orlo del coma etilico.
Lucio, benchè passibile di ritiro della patente per guida in stato di ubriachezza, era l’unico che riusciva a darsi un contegno, o forse era la situazione che lo aveva responsabilizzato a tal punto da far prevalere la piccola parte lucida della sua mente sulla grande parte non lucida. Fatto sta che quella sera si sentiva un po’ baby-sitter e un po’ autista di quei quattro coglioni di provincia.
Ma la cosa rientrava sulla norma.
Marco offrì il suo spinello al Talpa, questi lo gettò per terra e lo schiacciò con il piede…
IL TALPA: - Non voglio questo merda, lo sai che mio padre mi fa fare le analisi tutte le settimane, e poi questo fumo fa schifo…
MARCO: - Allora sei stronzo!
La sua voce era sempre più bassa e stanca.
MARCO: - Se sei idiota che ti fai sgamare dal tuo vecchio non è che puoi rompermi la canna, Stronzo!
Dopo molto tempo riuscirono a tornare in macchina e ripartirono. Stavano andando a S.Angelo, dove si svolgeva l’annuale festa di apertura delle cantine, durante la quale una massa di ubriachi si riversava per le vie del paese eccetera eccetera…
-Oh ragazzi cazzo! Porca puttana Damiano è svenuto, merda!
-oh Cristo ha la bava alla bocca
Sembrò che si fosse scatenata una tempesta all’interno della Panda: la vista di Damiano mista ai fumi dell’alcol (e del fumo) e mista alla musica dei Metallica che tuonavano dal mangianastri messo al massimo volume, resero Lucio angosciato e disperato. Decise di vedere cos’era successo a Damiano e mentre gli altri si agitavano e sbraitavano per decidere cosa fare e mentre la Panda correva in quel lungo rettilineo che terminava con una semicurva a destra, dato che dallo specchietto poteva solo vedere la testa di Marco che si sbatteva, decise di voltarsi, solo un’attimo, un microsecondo, ma doveva vedere. Gli era sembrato che tutta quella storia, da quando il Talpa aveva dato l’allarme, l’avesse vissuta da fuori, come uno spettatore, distratto. Si voltò, Damiano era veramante messo male, e stava assumendo un colorito grigiastro. Era morto? Lucio ebbe una scarica di adrenalina e rimase impietrito… mentre ormai le voci degli altri sembravano lontane mille miglia, la sua mente si era assentata.
-Lucio! noooo!
Il rettilineo era finito, la Panda sfondò il guard-rail e precipitò.
Morirono tutti quattro, Damiano l’ aveva già fatto.

lunedì 30 dicembre 1996

POLITICA?

Il mestiere del politico è quello di voler bene agli-altri-e-a-se-stesso: questo fatto non si applica all’uomo.
L’uomo vuol bene a-se-stesso-e-basta.
L’Italia è il paese dei furbi per eccellenza.
Figuriamoci se in Italia si farà mai politica come si deve.

giovedì 11 maggio 1989

La mia mamma

La mia mamma non è molto alta, infatti è alta circa come me. Ha i capelli scuri e gli occhi verdi. Tiene molto alla sua bellezza e infatti usa molte creme; ha sempre molta paura di ingrassare e qualche volta fa ginnastica. In cucina è brava anche se non usa molto spesso i libri di cucina che ha. Segue molto la moda e ogni volta che cambia la moda anche lei cambia (nel senso dei vestiti). Il suo sogno è di farsi comprare una pelliccia da mio babbo, ne dovrà aspettare di tempo! Lavora nella Prefettura di Arezzo ed è molto soddisfatta di questo lavoro. E' nell'ufficio invalidi e ha molti amici lì. Gli piacciono molto i fiori e infatti ne abbiamo molti in casa; questi fiori li cura con molto amore. Non vuol sentire parlare di lucertole di rane rospi e cose di questo genere perchè gli fanno impressione. Prima viaggiava sempre a piedi, ora se non ha l'auto non esce di casa. Ama molto la visita delle amiche e quando vengono a casa nostra è molto contenta, gli prepara un caffè, le fa accomodare e poi incomincia a parlare con loro. Da quando è morta mia zia la vedo molto giù e poi adesso c'è mio nonno che sta male e allora... Io le voglio molto bene e anche lei ne vuole a me. Gli piacciono i film polizieschi e soprattutto quelli di mafia. Va sempre a letto presto e infatti è lo stesso contrario mio che... vado sempre a letto un'ora un'ora e mezzo dopo di lei!!!

giovedì 27 aprile 1989

Il Mare

Al mare ci si diverte, si nuota, si sguazza nell'acqua, insomma, penso che tutti i bambini la pensino come e cioè che il mare è un bellissimo divertimento! Ma il mare non è solo divertimento, infatti ci si ricava anche petrolio, sale, perle, pesce di tutti i generi e tante altre cose. Nel mare ci sono anche altri animali come granchi, meduse, aragoste e altri animali. Al mare sono legati belli e brutti ricordi. I brutti ricordi sono solo 2: il primo è questo: un giorno mentre stavo giocando nell'acqua, quando ad un certo punto mi sentii pizzicare una gamba ci guardai e vidi che era stata una medusa, mi misi a saltare e urlare fino ad arrivare al mio ombrellone e lì la mia mamma mi curò. Un altro ricordo brutto è di quando una volta la mia mamma stava per affogare: un giorno mentre io e il mio amico con cui ero al mare facevamo i tuffi da una barca, mia mamma stava nel materassino a prendere il sole, quando vidi un'enorme onda arrivare verso di lei, io cercai di avvertirla ma invano. Poi quando fu travolta dall'onda il materassino si baltò e lei cadde in acqua. Io cercavo di dirgli che si toccava ma lei non voleva sentirmi e continuava a fare sù e giù. Intanto arrivavano altre onde e lei continuava a fare sù e giù. Poi quando il mare si calmò si accorse che si toccava, fece una risata, salì sul materassino e continuò a prendere il sole. Bello è stato tutto il periodo che siamo stati lì, ma in particolare questo episodio: eravamo appena arrivati in spiaggia quando vedemmo una gran folla sull'acqua, allora andammo a vedere cos'era. Ci dissero che una signora aveva perso un'anello in acqua. Ad un certo punto il mio babbo sentì pungersi il piede ed era l'anello! Questa fu la cosa bella.

giovedì 6 aprile 1989

La bicicletta, il pallone, i pattini...

Di questi oggetti ne adopero solo due, la bicicletta e il pallone, perchè i pattini non ce l'ho. La bicicletta la adopero parecchio infatti ne ho le prove sui miei ginocchi; con la mia vecchia biciclettina sarò caduto un milione di volte e ho forato la ruota altrettante volte. Con quella che ho adesso invece più che girare intorno vado a fare la spesa, vado in giro dagli amici e anche lì intorno a casa mia. Anche con questa nuova non è che non sia mai caduto, infatti una decina di cadute ce le ho fatte, ma questa la tengo più da conto. E' un periodo che non ci vado più, ma ora ricomincio! Sulla mia bicicletta c'è scritto BMX, ma non è una BMX perchè è fatta diversa: ha i molleggianti e il fanale. Ha il sedile diverso ed altre cose che la differenziano dalle comuni BMX.
Molti dei miei palloni hanno fatto delle brutte fini, tra queste la più buffa uno di cuoio nuovo pronto per gonfiare, l'ho messo da una parte sul garage... Passa una settimana ma ancora il pallone non è gonfiato, passa un mese ma ancora il pallone è lì, poi un giorno il mio babbo, ritornando a casa fece ardere un pezzo di ferro che aveva nelle mani e cadde proprio sopra il pallone nuovo e si buca. Poi me se ne bucarono tanti altri. Quello che ho adesso è uno di quelli di gomma che quando tira il vento li porta via. E' rosso con degli esagoni neri e c'è scritto "Elite". L'ho comprato da poco però l'ho usato molto. Questi sono oggetti che io considero come amici.