Riflettevo di quanto faccio parte di una generazione di merda. Cioè, se ci guardiamo indietro… non so come cazzo potevano essere messi negli anni ’40 o prima, ma le generazioni degli anni ’50 ’60 ’70 e anche ’80 a “noi” dei ’90 ci fanno un culo incredibile. Noi siamo dei rincoglioniti di merda: la nostra musica sono dei suoni campionati che escono da una merda di computer; il nostro schifo di svago è la merda di videogioco; la dimensione di aggregazione tra giovani, lo spirito pionieristico adolescenziale, l’amore per la natura e per l’irrazionale, la fantasia: tutte queste cazzo di cose noi fottuti le abbiamo perse. Siamo degli schifosi figli di papà cocainomani e materialisti che hanno tutto tranne il cervello. Probabilmente non ci saranno molte generazioni dopo la nostra perché noi stiamo perdendo la fertilità e la voglia di scopare. Fra poco avremo un cazzo digitale e una figa masterizzata.
E’ vero: il mondo, la società, le istituzioni fanno tutti schifo. Ma era così anche nei decenni precedenti. Noi siamo gli unici a cui sta bene.
lunedì 5 ottobre 1998
mercoledì 30 settembre 1998
venerdì 27 marzo 1998
ogni
ogni esperienza,
(nel) bene o (nel) male,
se ne esci con buona
approssimazione illeso
o comunque vivo,
ti arricchisce in positivo…
…dai retta ad un coglione.
(nel) bene o (nel) male,
se ne esci con buona
approssimazione illeso
o comunque vivo,
ti arricchisce in positivo…
…dai retta ad un coglione.
venerdì 20 marzo 1998
Il concerto di Guccini
Probabilmente in ritardo, quel nevoso dodici febbraio del novantotto partimmo da casa quasi alle tre. La Uno CS del cugino ci avrebbe condotti ad Arezzo e di li in treno fino a Bologna, la rossa.
Il nostro intercity decollava dalla stazione aretina alle tre e quaranta; praticamente l’avevamo perso, e non ce ne preoccupavamo visto che oramai eravamo partiti, sicuri che comunque non ci saremmo mai annoiati nelle ore seguenti.
Puntualmente arrivammo in ritardo e inutile fu la corsa dentro la stazione… Prima di considerare l’idea di consultare gli orari dei prossimi treni, attuammo la proposta del saggio Gianluca:
-Andiamo a bere!
Il supermercato era proprio lì di fronte e attraversare la strada fu un gioco da ragazzi. Da noi.
Acquistammo:
1- Un maxi-pacco di patatine aromatizzate alla paprika
2- Una busta contenente numero dieci pacchetti di
Cipster
3- Una bottiglia di whisky super-economico
4- Tre litri di vino rosso suddivisi in due bottiglie da un litro e mezzo ciascuna.
Tornammo alla stazione. Entrammo. Uscimmo dalla parte opposta (quella dei binari). Ci sedemmo su di una panchina bagnata, posta vicino ad una statua in ricordo dei caduti della ferrovia.
Iniziammo con il whisky.
Svuotata metà della bottiglia o forse più decidemmo che non era buono e lo lasciammo lì, sulla panchina.
Rientrammo nella stazione, alticci.
Adesso era il momento di considerare l’idea di consultare gli orari.
La considerammo. Li consultammo.
Il nostro treno sarebbe partito alle sedici e quarantacinque per arrivare a Bologna più tardi: perfetto. Per ammazzare il tempo acquistammo dei giornaletti porno all’edicola della stazione e li leggemmo mangiando patatine alla paprika. Eravamo io, mio cugino, David e Gianluca.
Il nostro intercity decollava dalla stazione aretina alle tre e quaranta; praticamente l’avevamo perso, e non ce ne preoccupavamo visto che oramai eravamo partiti, sicuri che comunque non ci saremmo mai annoiati nelle ore seguenti.
Puntualmente arrivammo in ritardo e inutile fu la corsa dentro la stazione… Prima di considerare l’idea di consultare gli orari dei prossimi treni, attuammo la proposta del saggio Gianluca:
-Andiamo a bere!
Il supermercato era proprio lì di fronte e attraversare la strada fu un gioco da ragazzi. Da noi.
Acquistammo:
1- Un maxi-pacco di patatine aromatizzate alla paprika
2- Una busta contenente numero dieci pacchetti di
Cipster
3- Una bottiglia di whisky super-economico
4- Tre litri di vino rosso suddivisi in due bottiglie da un litro e mezzo ciascuna.
Tornammo alla stazione. Entrammo. Uscimmo dalla parte opposta (quella dei binari). Ci sedemmo su di una panchina bagnata, posta vicino ad una statua in ricordo dei caduti della ferrovia.
Iniziammo con il whisky.
Svuotata metà della bottiglia o forse più decidemmo che non era buono e lo lasciammo lì, sulla panchina.
Rientrammo nella stazione, alticci.
Adesso era il momento di considerare l’idea di consultare gli orari.
La considerammo. Li consultammo.
Il nostro treno sarebbe partito alle sedici e quarantacinque per arrivare a Bologna più tardi: perfetto. Per ammazzare il tempo acquistammo dei giornaletti porno all’edicola della stazione e li leggemmo mangiando patatine alla paprika. Eravamo io, mio cugino, David e Gianluca.
domenica 15 marzo 1998
cisiadatta
Ci si adatta alle leggi umane (disumane). O le si fotte quando c’è bisogno.
Io sono “anarchico”, questo significa per me.
Adesso ti dico perché sono “anarchico”.
L’umanità è divisa in due: i “fascisti” o “di destra”, e i “pseudo-comunisti”.
Ossia: l’ignoranza e la semi-cultura.
Il guaio dei primi è che devono essere acculturati (evangelizzati).
Il guaio dei secondi è che hanno capito, ma non hanno le palle. O meglio: hanno capito, ma sono umani.
Allo stato attuale della razza umana, l’ uomo giusto deve rinunciare alla vita anche solo minimamente comoda. Deve solo essere COMUNISTA: deve agire su due fronti e dare la sua vita per due sole uniche possibili azioni: la solidarietà e la rivoluzione.
Ma l’uomo è umano, pigro e pusillanime; egoista e “tra il dire e il fare ecc.”.
L’unica via è l’anarchia. La mia.
Io sono “anarchico”, questo significa per me.
Adesso ti dico perché sono “anarchico”.
L’umanità è divisa in due: i “fascisti” o “di destra”, e i “pseudo-comunisti”.
Ossia: l’ignoranza e la semi-cultura.
Il guaio dei primi è che devono essere acculturati (evangelizzati).
Il guaio dei secondi è che hanno capito, ma non hanno le palle. O meglio: hanno capito, ma sono umani.
Allo stato attuale della razza umana, l’ uomo giusto deve rinunciare alla vita anche solo minimamente comoda. Deve solo essere COMUNISTA: deve agire su due fronti e dare la sua vita per due sole uniche possibili azioni: la solidarietà e la rivoluzione.
Ma l’uomo è umano, pigro e pusillanime; egoista e “tra il dire e il fare ecc.”.
L’unica via è l’anarchia. La mia.
lunedì 24 novembre 1997
fall of a dream
Prende male. Cazzo se prende male. Quattro giorni e non accenno a riprendemi. Non scherzo se dico che niente ha più senso. Voglio dire: niente mi interessa o mi entusiasma, ecc. Ore 20.30: attendo e spero che telefoni. Aspetta e spera! Se non lo fà, chiamo io alle 21.15. Sì, dò un calcio in culo al mio orgoglio e le telefono. Troppe volte nella mia vita il troppo orgoglio mi ha fatto perdere dei treni importanti; voglio dire: più il tempo passa e più tutto viene dimenticato, anzi, più il tempo passa e più lei dimentica, quindi è meglio battere il ferro finchè è caldo. Aggrapparsi agli specchi, perchè? Perchè Cristina è stata per me una tempesta che ha travolto ogni cosa; un'iniezione di adrenalina in pieno cuore...... Io non potrò mai mai mai dimenticarla. E credo che nessuna più riuscirà mai a sconvolgermi così e niente e nessuno riuscirà a colmare il vuoto smisurato nel mio cuore e niente per tutta la vita potrà mai togliere quel po' di tristezza e nostalgia che saranno per sempre presenti in me in ogni cosa che farò o che dirò. Il suo viso il suo corpo la sua voce le sue mani i suoi capelli: un sogno eterno che non mi renderà mai felice totalmente; un rimpianto infinito che segnerà inequivocabilmente la mia vita: Cristina Cristina Cristina Cristina Cristina Cristina Cristina...................
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