giovedì 31 agosto 2000

CAPISCI?

C'è un temporale:
il mondo è perfetto.
Noi non c'entriamo nulla:
conseguiamo.
Miliardi di possibilità,
ma non è un caso
se per caso osserviamo
un temporale.

lunedì 10 luglio 2000

LUGLIO

siamo tutti irrimediabilmente compressi. zippati.
e siamo discreti. quanti siamo.

viviamo eterogenei e simbolici, ma inutili;
ci rammentiamo se conviene, o costa poco.

ricchi non si nasce, si eredita.
poveri si nasce, e ci si resta.
cattolici non si nasce (quasi),
e non ci si dovrebbe diventare...

il bambino nasce, e la natura non gli dà
meriti o demeriti a priori, né colpe da espiare
o agevolazioni; i bambini nel momento della nascita
sono tutti uguali...
poi subentra la società-mondo di noi umani,
e tutti si diversificano nei diritti/doveri.
non siamo tutti uguali, e nessuno di noi lo
vuole, e non meritiamo di conquistare Marte.
dobbiamo limitarci ad estinguerci nel pianeta
che stiamo affogando nella nostra cacca.

giovedì 21 ottobre 1999

a casa di Friz

Friz era fondamentalmente un fallito. Un ventiseienne fallito. L’unica cosa buona che sapeva fare era vendere fumo, dell’ottimo fumo. Aveva un monolocale in affitto in periferia e un lavoro in fabbrica e il fumo. Una volta possedeva una Fender bianca e un piccolo Marshall, ne era orgoglioso, ma dovette vendere tutto per pagarsi l’affitto. Non che fosse bravo con la chitarra, ma in un certo senso era un modo per elevarsi un pochino dalla cacca.
Friz se la passava male ma non sembrava preoccuparsi, così nessuno ci pensava. Ed era normale.
Il citofono suonò alle due, aspettava Toni e il suo amico. Aprì senza sentire chi fosse, e tornò a sedersi sul divano. Alla tv come sempre davano i Simpson e Friz non se li perdeva mai.
Dlindlon! La porta. Si alzò di nuovo e aprì a Toni.
“Ciao vecchio”
“Come va Friz?”
“Bene”
“Questo è Marco”
“Ciao Marco”
“Ciao Friz”
“Sta iniziando, sedetevi.”

“Questa l’ho gia vista, è quella del peperoncino allucinogeno! Fichissima!”

“Stupenda, una delle migliori…”
“Gia”
“Allora ragazzi, quanto ne volete?”

lunedì 5 ottobre 1998

nOSTALGIA?

Riflettevo di quanto faccio parte di una generazione di merda. Cioè, se ci guardiamo indietro… non so come cazzo potevano essere messi negli anni ’40 o prima, ma le generazioni degli anni ’50 ’60 ’70 e anche ’80 a “noi” dei ’90 ci fanno un culo incredibile. Noi siamo dei rincoglioniti di merda: la nostra musica sono dei suoni campionati che escono da una merda di computer; il nostro schifo di svago è la merda di videogioco; la dimensione di aggregazione tra giovani, lo spirito pionieristico adolescenziale, l’amore per la natura e per l’irrazionale, la fantasia: tutte queste cazzo di cose noi fottuti le abbiamo perse. Siamo degli schifosi figli di papà cocainomani e materialisti che hanno tutto tranne il cervello. Probabilmente non ci saranno molte generazioni dopo la nostra perché noi stiamo perdendo la fertilità e la voglia di scopare. Fra poco avremo un cazzo digitale e una figa masterizzata.
E’ vero: il mondo, la società, le istituzioni fanno tutti schifo. Ma era così anche nei decenni precedenti. Noi siamo gli unici a cui sta bene.

mercoledì 30 settembre 1998

Homo Sapiens Sapiens

L’homo sapiens sapiens è intelligente, eretto e drogato.

venerdì 27 marzo 1998

ogni

ogni esperienza,
(nel) bene o (nel) male,
se ne esci con buona
approssimazione illeso
o comunque vivo,
ti arricchisce in positivo…
…dai retta ad un coglione.

venerdì 20 marzo 1998

Il concerto di Guccini

Probabilmente in ritardo, quel nevoso dodici febbraio del novantotto partimmo da casa quasi alle tre. La Uno CS del cugino ci avrebbe condotti ad Arezzo e di li in treno fino a Bologna, la rossa.
Il nostro intercity decollava dalla stazione aretina alle tre e quaranta; praticamente l’avevamo perso, e non ce ne preoccupavamo visto che oramai eravamo partiti, sicuri che comunque non ci saremmo mai annoiati nelle ore seguenti.
Puntualmente arrivammo in ritardo e inutile fu la corsa dentro la stazione… Prima di considerare l’idea di consultare gli orari dei prossimi treni, attuammo la proposta del saggio Gianluca:
-Andiamo a bere!
Il supermercato era proprio lì di fronte e attraversare la strada fu un gioco da ragazzi. Da noi.
Acquistammo:
1- Un maxi-pacco di patatine aromatizzate alla paprika
2- Una busta contenente numero dieci pacchetti di
Cipster
3- Una bottiglia di whisky super-economico
4- Tre litri di vino rosso suddivisi in due bottiglie da un litro e mezzo ciascuna.



Tornammo alla stazione. Entrammo. Uscimmo dalla parte opposta (quella dei binari). Ci sedemmo su di una panchina bagnata, posta vicino ad una statua in ricordo dei caduti della ferrovia.
Iniziammo con il whisky.
Svuotata metà della bottiglia o forse più decidemmo che non era buono e lo lasciammo lì, sulla panchina.
Rientrammo nella stazione, alticci.
Adesso era il momento di considerare l’idea di consultare gli orari.
La considerammo. Li consultammo.
Il nostro treno sarebbe partito alle sedici e quarantacinque per arrivare a Bologna più tardi: perfetto. Per ammazzare il tempo acquistammo dei giornaletti porno all’edicola della stazione e li leggemmo mangiando patatine alla paprika. Eravamo io, mio cugino, David e Gianluca.